Completo donna all’uncinetto altro che ‘centrini della nonna’

Per non creare subito malintesi spieghiamo che i centrini della nonna è virgolettato perché usato più volte per denigrare capi lavorati all’uncinetto e, troppe volte, mi sono trovata davanti a frasi di questo tipo.

Detto ciò, vi risponderò alle domande del giochino del post precedente in itinere, mentre vi spiego nel dettaglio il perché di questo completo formato da top e gonna. Ebbene, se il titolo del post vi ha svelato il tipo di lavorazione, occorre soffermarsi sul punto ad uncinetto utilizzato, ovvero quello che io ho battezzato “uncinetto non uncinetto”.

L’ho nominato così perché spesso i capi lavorati con l’uncinetto sono molto elaborati e possono dar la sensazione di un vero e proprio centrino della nonna appunto, che, se bellissimo sul mobile di casa sotto quel bel vaso, certo non può dirsi altrettanto se indossato.

Mi spiego, punti traforati per creare qualsiasi capo estivo od invernale che sia, possono donare una raffinatezza al capo unica, l’importante è NON ESAGERARE, o, comunque riservare una traforato a particolari e determinati capi come maglie estive da indossare al mare o con dei top sotto, oppure coprispalle e simili.

Questi punti usati per il completo sono un connubio di punti base che, utilizzati ad arte, creano una lavorazione gradevole da vedere e, sicuramente adatta alla vestibilità che un capo, soprattutto di questo genere, deve avere.

Nello stesso tempo, non abbiamo lavorato la solita maglia o gonna che sia, con i giri di semplici punti bassi, alti, mezzi alti, ecc,.

In particolare, il top ha uno scollo a cuore. Per le coppe del seno ho utilizzato un semplice punto alto e poi, successivamente, tutto il corpino è lavorato con i punti di cui vi ho accennato sopra.
Il risultato finale permette di avere un top che riprende la vestibilità di un capo lavorato a maglia, (ovvero senza quei foretti che si creano con i punti base classici all’uncinetto, per cui se si tratta di un capo da indossare a pelle occorre foderare sempre), ma con un gradevole ‘punto fantasia’ non eccessivo.
La gonnina è rigorosamente foderata e anch’essa lavorata con una serie di punti base lavorati nel modo che vi ho accennato. La parte superiore è stata lavorata con un punto elastico e successivamente un punto per realizzare i passanti per la cintura di pelle.
Ho utilizzato due tipi diversi di filato uno più luminoso e luccicante, l’altro leggermente più spesso ma, entrambe dello stesso tono color bronzo, anche se con sfumature diverse non visibili dalla foto.

Infine, bè, quando indossare una minigonna non tanto mini essendo lunga cm 40  ? Chiedetelo a tutte le donne che la indossano consapevoli del valore e della portata della rivoluzione attuata nel 1963 dalla stilista inglese Mary Quant classe 1934. Pertanto, senza abuso ma di buon uso e di buon gusto, la minigonna è e resterà un simbolo che nessuno deve toccare, sminuire in nome dell’abusato comune senso del pudore. Scusate il gioco di parole voluto.   A buon intenditor…

Ora guardate i dettagli

per la spiegazione dei punti rinvio ad un altro post  

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